I
cittadini verso il Partito Democratico.
Campagna adesioni!
Ds, mozione fassino
Quattro ragioni per sostenere la mozione Fassino
1) Perchè l’Italia torni a crescere
L’Italia è a un passaggio cruciale della sua storia.
E’ in discussione il suo futuro nel mondo nuovo che si sta formando.
La globalizzazione ridisegna assetti economici, sociali, demografici, la
rivoluzione tecnologica abbatte barriere e distanze, mentre un utilizzo
dissennato delle risorse mette a rischio l’equilibrio dell’ecosistema del
pianeta. Questi grandi mutamenti rappresentano per l’Italia una sfida
decisiva.
Abbiamo tutte le risorse materiali, intellettuali e morali per tornare a essere
grandi, per competere sulla fascia alta dei mercati mondiali, per promuovere
eguaglianza e giustizia sociale, per dare nuova linfa vitale alle istituzioni
democratiche.
Questa è la missione storica che assegnamo al Partito Democratico: un nuovo
soggetto politico capace di guidare l’Italia in un passaggio storico della vita
nazionale.
All’Italia serve un Partito riformista grande e autorevole, come nel resto
d’Europa, che superi la frammentazione partitica, che dia respiro e incisività
alle scelte riformiste e rafforzi per questa via la stessa coalizione e il governo.
Se c’è l’unità dei riformisti, come dimostra per ultima la vicenda della legge
sui diritti dei conviventi, il governo riesce a trovare una sintesi condivisa
anche sui temi più complessi, a rispondere alla domanda di innovazione.
Il governo dell’Unione ha avviato il cambiamento, con una politica estera
autorevole e votata al multilateralismo; con la politica delle liberalizzazioni,
segno tangibile della volontà di modernizzare l’economia e liberare risorse e
opportunità. Il 2007 dovrà essere l’anno di riforme strutturali che consentano
di sconfiggere quelle incrostazioni corporative, arretratezze e rigidità che
mortificano merito, competenza e spirito di iniziativa, che negano di fatto il
diritto di tutti ad avere pari opportunità.
Ma l’azione di governo, da sola, non basta.
Occorre una grande forza politica che agisca nella società, che elabori e
rappresenti le istanze di cambiamento, di giustizia, di libertà.
In questi dieci anni l’idea dell’Ulivo ha fatto molta strada.
E proprio perché abbiamo alle spalle l’esperienza dell’Ulivo, dunque, oggi
possiamo andare ancora oltre, ponendoci l’obiettivo ambizioso di far nascere
il Partito Democratico.
Il Partito Democratico nasce su proposta di Romano Prodi e per volontà dei
Democratici di Sinistra e della Margherita, ma unire il riformismo italiano
significa coinvolgerne tutte le espressioni politiche e culturali: socialiste,
cattoliche, repubblicane, laiche e ambientaliste.
Ai filoni storici del riformismo italiano devono accompagnarsi nuove culture
essenziali per un riformismo che guarda al futuro: la cultura ecologista, le
culture femminili e di genere, il vasto mondo della solidarietà e
dell’associazionismo democratico.
E, contemporaneamente, serve un’apertura a saperi, competenze, esperienze
che si riconoscono nel riformismo e nei suoi valori di progresso e che vivono,
al di là dei partiti, nella società civile.
Questo è il significato del processo costituente. Vogliamo che a decidere del
percorso e dell’obiettivo finale siano in tanti: i cittadini già iscritti ai partiti ma
anche i cittadini che non lo sono.
2) La nostra idea di società
Con il Partito Democratico vogliamo contribuire a costruire una società
fondata sulla persona e sui suoi diritti.
Una società in cui nessuno possa essere discriminato per il proprio
orientamento sessuale, per le idee che esprime, per la fede che professa.
Una società che riconosca fino in fondo le potenzialità femminili, colmando lo
scarto enorme tra il patrimonio di conoscenza, di esperienze pratiche che le
donne esprimono e il ruolo che ad esse viene riconosciuto.
Il Partito Democratico sarà un partito laico, di donne e uomini, liberi e
responsabili, capace di promuovere e affermare l’uguaglianza dei diritti, la
parità di genere, la tutela dell’identità di ogni persona.
Un partito che riconoscerà il valore delle fedi e delle culture e promuoverà
confronto, dialogo e ricerca di soluzioni condivise intorno ai temi che
investono il destino dell’uomo.
Un partito per cui la qualità del lavoro è la condizione strategica per
realizzare uno sviluppo economico equo, stabile e duraturo; un partito per
cui la dignità del lavoro è la condizione necessaria per costruire una società
libera, dinamica, inclusiva.
Con il Partito Democratico vogliamo un’Italia che investa prioritariamente
sulla conoscenza, la formazione continua, la ricerca. Vogliamo un’Italia che
costruisca una rete universale di diritti di cittadinanza, per le diverse fasi
della vita e del lavoro di tutti i cittadini. Vogliamo un’Italia che faccia uscire il
Mezzogiorno dalla storica condizione di minore sviluppo, promuovendo
verso il Sud le politiche nazionali più innovative, dedicate alla formazione,
alla occupabilità di giovani e donne, alla modernizzazione infrastrutturale.
Vogliamo un’Italia che, rispettando il protocollo di Kyoto, investa sulla
sostenibilità ambientale, sulle energie pulite e rinnovabili, e contribuisca a
salvare il pianeta dai rischi che i cambiamenti climatici producono.
Vogliamo un’Italia che sappia accogliere e includere coloro che, da lontano,
vengono legalmente nel nostro Paese per ritrovare dignità e speranza e
contribuiscono con la loro fatica e la loro intelligenza alla ricchezza dell’Italia.
3) In Europa e nel Mondo per la pace, la libertà e la giustizia
Con il Partito Democratico vogliamo un’Italia consapevole delle
responsabilità globali a cui ogni nazione è chiamata: nell’essere partecipe
della lotta al terrorismo; nel sostenere l’azione dell’ONU e delle istituzioni
internazionali e il multilateralismo. Un’Italia che torni protagonista nella
costruzione della nuova Europa, capace di concorrere al governo della
globalizzazione, alla promozione dei diritti umani in tutto il mondo.
Anche in Europa, anche nel mondo serve l’unità dei riformisti.
In questo sta il valore del Congresso del PSE di Porto, dal quale è venuto un
sostegno esplicito e convinto al progetto del Partito Democratico, considerato
una sfida storica per l’Italia, ma anche un contributo a rinnovare e unire il
riformismo europeo.
Proprio l’amplissima rappresentatività della famiglia socialista, infatti, dice
che è nell’ambito del PSE e della famiglia socialista che il Partito Democratico
dovrà operare per giocare un ruolo rilevante sullo scenario europeo e per il
comune obiettivo di costruire un campo progressista più ampio.
A chi si unisce a noi nel Partito Democratico provenendo da un’altra storia
non chiediamo, dunque, di riconoscersi ideologicamente nella
socialdemocrazia. Chiediamo di essere pienamente parte di un comune
impegno con la famiglia socialista democratica per costruire una stagione
nuova del riformismo in Europa e nel mondo.
4) Per far vivere i valori della sinistra nel nuovo secolo
La democrazia italiana deve uscire dalla condizione di instabilità degli ultimi
decenni. Deve colmare la distanza tra i cittadini e lo Stato.
Per questo vogliamo rilanciare il confronto politico e parlamentare sulle
riforme istituzionali ed elettorali, con cui rafforzare la governabilità, il
bipolarismo, la rappresentanza.
Ma per riformare la politica non basta innovare le istituzioni: occorre
restituire dignità e significato alla partecipazione dei cittadini alla vita
pubblica.
Il Partito Democratico vuole essere anche una risposta alla crisi della politica.
La stessa forma della Federazione dell’Ulivo – che deliberammo nel nostro
precedente Congresso – appare oggi inadeguata alle domande di unità e
innovazione che vengono da tanta parte della società italiana.
Serve, dunque, un “partito nuovo” anche nella forma, un partito in cui la
militanza politica tradizionale, irrinunciabile patrimonio di impegno politico
e civile, si incontri con forme nuove di partecipazione.
Vogliamo costruire un partito vero, con radici sociali robuste e gruppi
dirigenti riconosciuti. E questo partito sarà tanto più capace di rappresentare
la società se sarà “aperto e democratico”, prevedendo le primarie per la
selezione delle candidature, consultazioni referendarie di iscritti e elettori su
scelte di valore strategico, assise programmatiche annuali, termini di
mandato per promuovere nuove classi dirigenti.
Al nostro 4° Congresso proporremo perciò ai nostri iscritti di avviare il
processo costituente del Partito Democratico, da concludersi entro l’orizzonte
temporale massimo delle elezioni europee del 2009.
La scelta di oggi è coerente con il profilo di una forza di sinistra, che si
riconosce nei valori del riformismo socialista e socialdemocratico e si propone
di farli incontrare con altri riformismi costruendo un comune progetto di
progresso, di emancipazione, di solidarietà, di libertà.
I Democratici di Sinistra, proprio perché forti di principi e ideali grandi,
possono ambire a un riformismo alto e nuovo, capace di imprimere alla
contemporaneità il segno della sinistra e dei suoi valori.
Leggi il sostegno
espresso da Gianni Paris, presidente del XV Municipio di Roma e promotore dei
Democratici Arvalia
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