I
cittadini del XV Municipio di Roma verso il Partito Democratico

Riflessioni del circolo giovanile Linus di Democratici Arvalia "Un nuovo approccio per una politica diversa" - 20 ottobre 2006
Anche noi giovani della Sg “Linus” Portuense – Villini vorremmo dare il nostro contributo al dibattito sulla costruzione del PD: la casa comune del riformismo italiano.
Dalla generazione politica post-muro, formatasi politicamente (e quindi socialmente e culturalmente) sulla polvere del crollo delle ideologie totalitarie ci aspettiamo un’apertura più marcata, un’ansia di rinnovamento sospinta dalla “nuova coscienza generazionale”. Per questo vorremmo che il contributo dei “giovani” poggi su idee e finalità, su desideri. Vorremmo provare a definire cosa ci aspettiamo dal nuovo soggetto, per poi cercare di perseguire tale progetto. Vorremmo centrare il dibattito sulle paure, sulle speranza… sui dubbi e le idee della nuova generazione politica. Non pretendiamo di scambiare le posizioni gerarchiche con la classe politica attuale ma le idee, i progetti da condividere con l’esterno della struttura politca.
Pensiamo a quanti non sono indiscutibilmente schierati politicamente con noi e dei molti che non essendolo guardano ai nostri dibattiti come a spazi e modi di confronto e formazione politica. Pensiamo ai cittadini non iscritti, circospetti nel leggere il quotidiano affisso dinanzi alle sezioni ma ostinati nel non entrarci nemmeno. In questa scena ciclica per chi frequenta una sezione c’è una dissipazione di potenziale dibattito, di confronto, di partecipazione.
Nei documenti politici dei giovani ci pare di vedere ancora (e purtroppo) tutta la “chiusura” di un’intera classe politica “adulta” imbrigliata nella propria auto-referenzialità. Il Pd è un’innovazione, una rivoluzione in tal senso: ci chiedono di dire cosa vogliamo noi dal nuovo soggetto politico, non cosa non deve essere.
Per la prima volta nella storia del nostro partito, e della sinistra in generale, uniamo forze politiche e culturali scissesi, frammentatesi in un universo partitico che compromette stabilità, forza e coerenza delle azioni di governo. Per la prima volta, assai probabilmente, la sinistra italiana si assume l’onere di essere forza di governo per rappresentare non rappresentarsi, per andare oltre, avanti senza guardare soltanto indietro.
Qui si sta rifacendo, riprogrammando la politica italiana, il concetto di partito, il ruolo stesso del partito (senza disgregarlo ma modificandolo) nella società: ci stiamo rimettendo in ballo con la nostra storia, i nostri successi e gli innumerevoli insuccessi. Stiamo incoronando un processo riformista (quello dell’Ulivo) che dopo undici anni è pronto e maturo per divenire il processo riformista: il domani politico (e sociale) di un paese che dalle nuove generazioni chiede un contributo determinante per assicurare loro politiche ad esse rivolte.
Ricominciamo daccapo: noi vogliamo assumerci la responsabilità del domani, noi che del domani saremo gli attori primari e che di questa transizione siamo i destinatari politici, insieme ai cittadini (non solo agli elettori) che sono i destinatari sociali. In tale contesto l’unica forma possibile per dar adito a tali presupposti è la partecipazione aperta ad ambiti, forme e culture (sociali e politiche) diverse.
Noi che militiamo nelle organizzazioni giovanili del Municipio XV vogliamo (con i giovani della Margherita, dello Sdi e di chiunque voglia farne parte) costituire un gruppo di giovani (democratici) che funga da esperimento di Pd, abbracciando tutti quei soggetti portatori di tradizioni, esperienze, idee e ambizioni diverse ma parallele, in nome di una differenza che è valore implicito della contaminazione costruttiva. E quindi, anche programmatica.
Promuoviamo una serie di incontri su temi di attualità politico – sociale ed, implicitamente, sul Pd, al fine di trovare dibattendo il nucleo centrale di una convivenza politica che nell’apertura totale all’esterno vada perdendo la sua attitudine all’auto referenzialismo e alle analisi ideologiche. Un gruppo che della partecipazione non faccia un risultato ma la condizione sine qua non per la sua esistenza, il suo funzionamento ottimale.
Oggi, troppo spesso le nostre frasi scivolano via col piglio dirigenziale, capaci di suscitare applausi e stima negli iscritti ma sterili nella fecondazione del consenso e del dibattito esterno, fuori le nostre mura. A noi piacerebbe “andare fuori” (anche fisicamente) a cercare idee, interlocutori di qualunque estrazione socio – politica. La pluralità è la base di una sintesi che unisca persone e gruppi differenti, in un contesto di condivisione dove la stessa differenza è un valore che delinea strade e sintesi partecipate nuove.
La pluralità come perno della crescita politica e crocevia del percorso democratico - riformista intrapreso dal nostro partito. Noi giovani della sezione DS Portuense – Villini (circolo Linus), in tale ottica, vorremmo valorizzare il pluralismo soprattutto esterno alla nostra organizzazione: quando discutiamo (ad esempio) del collocamento internazionale del nuovo soggetto politico lo facciamo da un errore prospettico, che isola la nostra convinzione dalla necessità di un dibattito, di una coesione con gli altri, senza la quale non è possibile nemmeno immaginare un progetto come quello che ci apprestiamo a varare, figuriamoci di definire gli aspetti organizzativi. Ci pare di essere partiti dalla fine, inconsapevoli e un po’ intimoriti di metterci in gioco.
Prodi, Fassino, delineando ideologie sorpassate disegnano un percorso di valori e progetti da condividere (parole testuali di Prodi, dal seminario sul Pd di Orvieto, 6 ottobre 2006) “che investa sul desiderio di discussione e sulla voglia di partecipare della nostra gente […] un progetto che per ampiezza e profondità si ispiri all’esperienza delle primarie”.
RIFORMISMO - PLURALITA’ - AMPIEZZA - PROFONDITA’
Chiediamo partecipazione e documenti ai giovani che siano interessati (“volenterosi” per dirla alla Capezzone) che guardino al domani come attori di un cambiamento radicale. A loro chiediamo il piglio riformista, il cruccio non stantio dell’innovazione per rimettersi in gioco non ideologicamente.
Chiunque voglia dibattere può inviare e.mail al sottoscritto che vi terrà aggiornato su incontri e sviluppi dei giovani pro partito democratico, nel Municipio XV.
Se davvero vogliamo costruire un soggetto riformista che persegua il riformismo come pratica di governo dobbiamo accogliere il mea culpa del nostro segretario che ammette come “non pagò - dice Fassino - la politica dall’alto nel 2001”. Nel 2006 ci aprono la porta, ci chiedono partecipazione, dibattito, larghe vedute e noi, giovani, dettiamo un contributo programmatico, scevro di slancio, di paure o euforia.
Il paese chiede unità. Cominciamo noi a dare l’esempio. Nel nostro piccolo abbracciamo un’iniziativa fortemente innovativa che ridefinisca l’idea e la politica giovanile finora perseguita. Avvalliamo nei fatti l’incontro di politiche riformiste differenti di estrazioni diverse e con esse confrontiamoci. L’Ulivo è il luogo noi parte della sua gente. Chiamiamo anche gli altri.
Ci auguriamo che in tanti partecipino agli incontri e ai dibattiti “aperti”, al fine di promuovere l’integrazione politica e sociale al nostro interno, così da costituire un nucleo forte, pluridentitario, che non ci cancelli ma ci permetta di confrontarci con chiunque voglia farlo in nome di un nuovo centro – sinistra. Di una generazione nuova.
5 luglio 2006 - Il documento "Verso il Partito Democratico" dei Democratici Arvalia, assemblea costituente del Centro di iniziativa
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