I
cittadini verso il Partito Democratico.
Campagna adesioni!
Cari compagni della sinistra, sull'Ulivo ripensateci
Intervento di Piero Fassino, da "L'Unità"
4 ottobre 2006

di PIERO FASSINO
Cari compagni, cari amici,
mi rivolgo a voi con la sincerità consentita dalla stima e dall’amicizia che ci lega da anni.
Non condivido la vostra scelta di disertare il Seminario nazionale dell’Ulivo di Orvieto. Un appuntamento, promosso da Romano Prodi, proprio per discutere di un progetto che non nasce improvvisamente, ma è coerente con un percorso iniziato undici anni fa con la costituzione dell’Ulivo, mai pensato - fin dalle sue origini - come semplice alleanza elettorale.
Ma, al contrario, come un “soggetto politico in divenire” che via via, per tappe successive, fosse capace di far incontrare le diverse culture riformiste italiane e fonderle in un progetto politico, culturale e sociale unitario. Insomma: la “casa comune dei riformisti” come più volte tutti - anche molti di voi - abbiamo definito l'Ulivo.
D’altra parte è in coerenza con questo progetto che ci siamo presentati ripetutamente agli elettori con il simbolo dell’Ulivo - a nome del quale anche molti di voi sono stati candidati ed eletti - e abbiamo costituito i Gruppi parlamentari dell’Ulivo.
E mi colpisce che nella vostra lettera pur di esprimere contrarietà al Partito Democratico, abbiate omesso qualsiasi riferimento anche all’Ulivo - esperienza che pure avete condiviso in tutti i suoi passaggi - dicendo di riconoscervi semplicemente in una “alleanza democratica di centrosinistra”.
Sapete bene che una domanda forte e incalzante di unità viene dai nostri elettori che hanno ben compreso che se l’unità del centrosinistra è stata la condizione per vincere le elezioni e per battere la destra, l’unità politica dei riformismi - oggi nell’Ulivo, domani nel Partito Democratico - è la condizione per vincere la sfida del governo e affrontare i drammatici problemi del Paese.
Non è in discussione, naturalmente, il diritto e la legittimità del dubbio o della contrarietà. Ma perché non discuterne? Se le vostre ragioni sono forti, perché non dovrebbero essere ascoltate? E, a vostra volta, perché non cercare di intendere meglio le ragioni altrui? Un confronto libero, non impedirà a ciascuno di manifestare, anche dopo Orvieto, le proprie opinioni, ma con cognizione di causa certamente maggiore e più ricca.
Per questo mi auguro che possiate ancora recedere dal vostro proposito e vogliate partecipare ad una discussione che riguarda il destino dell’Italia.
Ancora due brevi osservazioni: non è vero che il progetto politico dell’Ulivo e della sua trasformazione in soggetto politico non abbia avuto sedi di discussione democratica. Ne ha discusso il Congresso di Roma ed è stato ripetutamente al centro di tutte le riunioni del nostro Consiglio nazionale, fino alla sessione del luglio scorso, conclusosi con l’approvazione della mia relazione.
È ben evidente che le decisioni sulla trasformazione dell’Ulivo in Partito Democratico non potranno che discendere da passaggi congressuali. Ma un Congresso non si fa su un’intenzione, ma su un progetto che indichi valori ideali, obiettivi politici, linee programmatiche e forme organizzative. Orvieto serve appunto a discutere di ciò, in ragione tale da favorire davvero un dibattito democratico in cui ognuno possa decidere se aderire o no.
Infine, non è vero che il Partito Democratico significhi recidere i legami con la sinistra e il socialismo europeo.
L’obiettivo di un centrosinistra anche in campo europeo non può prescindere, infatti, dalla principale famiglia riformista del continente, che è quella socialista. Anzi, proprio in virtù della sua originalità, il Partito Democratico può offrire un contributo determinante a un più ampio e unitario campo progressista non se coltiva l'illusione di un avanguardismo solitario, ma se ricerca l'incontro e una comune azione con le altre forze riformiste europee, a partire dai socialisti.
Vi ringrazio per l’attenzione e spero davvero di vedervi a Orvieto.
Con amicizia
Consulta gli altri articoli della nostra rassegna stampa sul Partito democratico !

