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I «riformisti» partono dai Municipi

di VALENTINA MESOLELLA e SUSANNA NOVELLI

IL PARTITO Democratico nasce anche dai Municipi. L’annuncio di un grande evento per il 4 dicembre, quando verrà indetta una vera e propria «Assise dei Municipi» capitolini, annunciato ieri durante il convegno «Verso il Partito democratico», organizzato dal centro d’iniziativa «L’Ulivo per Roma» è un segnale politico non solo importante ma atteso. «Un riconoscimento - spiega il consigliere capitolino dell’Ulivo e promotore dell’evento, Umberto Marroni - non solo della funzione amministrativa delle ex Circoscrizioni ma, soprattutto il loro ruolo politico. Infatti in tutti i Municipi stanno nascendo i "centri di iniziativa per il nuovo Partito Democratico", per coinvolgere il territorio in questo grande progetto». Rientra nella natura stessa del progetto politico del centro sinistra la creazione di una forma di partito «che abbia come sua caratteristica - continua Marroni - proprio la partecipazione della società, in tutti si suoi aspetti. Una peculiarità che non può prescindere dal pieno coinvolgimento degli esponenti dei governi di prossimità della Capitale». Soddisfatti anche i due mini sindaci dell’Ulivo, Giovanni Paris (XV) e Fabio Bellini (XVI), presenti al convegno, che si è svolto in un inconsueto domanda-risposta tra il pubblico e i due «ospiti d’onore», Piero Fassino e Dario Franceschini. «Il progetto del Partito Democratico - commenta Bellini - si caratterizza proprio per il fatto di coinvolgere le realtà locali e, a Roma, questo assume un significato particolarmente importante per la storia del decentramento, del quale ricorre proprio tra pochi giorni il 30° anniversario». Anche per Fabio Bellini «nella Capitale dei Municipi, il partito democratico non può prescindere dall’esperienza e dal valore straordinario del percorso che ha portato le vecchie circoscrizioni alle attuali strutture politiche e amministrative rappresentate appunto dai Municipi». Un convegno, importante, dunque che ha dato un nuovo slancio alla realtà politica della città, conferendole la responsabilità di farsi partecipe del nuovo percorso del centrosinistra. «Se guardiamo al nostro passato - sottolinea Marroni - le nostre identità ci dividono, ma guardando al presente e soprattutto al futuro, non possiamo che ritrovarci uniti». Il convegno si è svolto in una sala gremita dell’Auditorium della Tecnica e ha avuto ad oggetto cinque domande che centrano i temi caldi su cui gli esponenti del centrosinistra dovranno misurarsi nella costruzione del Partito Democratico. In platea, tra gli altri, anche Walter Tocci, Pina Maturani e Franco Cioffarelli. Le domande più pressanti degli elettori riguardano in primis i modi e i tempi della creazione del nuovo partito. Tra le preoccupazioni anche l’organizzazione territoriale della nuova realtà, che coinvolgerà naturalmente le sezioni. Ma le domande colpiscono anche le attività del Governo, come la Finanziaria e le liberalizzazioni. «Siamo di fronte a cambiamenti enormi che chiedono un pensiero nuovo per un secolo nuovo - ha detto Fassino - in questo momento ci separa solo la storia e non le proposte per l’Italia di oggi». Più pragmatico l’intervento di Franceschini: «L’elettorato non ama che il centrosinistra sia frammentato, con troppe sigle, troppe facce e troppa caccia alla visibilità, che si guadagna creando problemi nella coalizione. Ds e Margherita da soli non hanno capacità espansiva, possono solo fare manutenzione del proprio elettorato».



articolo pubblicato su il Tempo del 19 ottobre 2006

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