Il mio nuovo partito democratico
La costituzione del nuovo partito democratico somiglia ad un viaggio. Non un viaggio turistico dove si va, si vede poco e male e si torna a casetta. Questo viaggio ha come prerequisito l'adozione di un bagaglio scarso e particolarmente leggero e ha come obiettivo il raggiungimento di un paese sconosciuto, che è completamente in divenire.
E’ necessario affidare i propri bisogni e le proprie idee nell’impegnarsi nella costruzione di esso, senza dimenticare l'obiettivo finale che e' quello di ottenere un contenitore accogliente che funga da amplificatore delle esigenze di tutti coloro che al suo interno si riconoscono.
Ma solo questo non e' sufficiente.
Dal nuovo partito democratico, chiamiamolo pure così, anche se la definizione partito mi va stretta e mi appare particolarmente superata ed obsoleta, ci si aspetta il porre le fondamenta per una società più giusta, lontana dal palcoscenico fittizio e televisionaro a cui tanti governi precedenti ci hanno abituato, una società dove abbiano voce tutte le componenti , compresi i dimenticati dal Welfare.
Per procedere speditamente verso il luogo, sia pure ideale, desiderato e' necessario, a mio avviso, non ancorarsi ai propri ambiti di provenienza / appartenenza: partiti, associazioni o altro ma raccogliere e rinnovare le proprie energie nell’immaginare e disegnare ciò che si desidera ottenere poggiandosi solo su se stessi e sulle proprie idee, certo frutto del proprio cammino individuale e delle proprie esperienze.
Quindi mai trincerarsi dietro un "io rappresento Tizio o Caio” oppure “io provengo da…”, ma affermare con forza: "Tutti noi siamo in viaggio verso una ipotesi di un futuro diverso".
Maurizio Carletti


0 Comments:
Posta un commento
Links to this post:
Crea un link
<< Home