06 novembre 2006

Finanziaria sì e Finanziaria no

In questi giorni c'è un continuo rincorrersi di voci sui vari possibili aggiustamenti di una delle finanziarie più controverse. C'è il rischio che non sia approvata, per il voto di fiducia e c'è la novità di una metodologia di calcolo fiscale che genera una complessità di gestione troppo onerosa per le PMI per non parlare delle imposte sugli immobili.
Ma ci sono due punti sui quali occorre sviluppare la nostra azione politica. La prima: questa è una finanziaria europea, ossia studiata ad hoc per rispettare i parametri di Maastricht fin dal primo anno di vita dell'esecutivo dell'Ulivo, il che è oramai divenuto "praticamente obbligatorio" vista la concorrenza dei paesi membri dell'Unione Europea.
Ma la vera novità è l'introduzione, anche in Italia, delle Zone Franche Urbane, ovvero di una zona speciale in cui la "pressione fiscale" viene diminuita per agevolare lo sviluppo. In Italia, si è scelta la creazione di un Fondo da destinare alle aree più disagiate, ma comunque si introduce, per la prima volta, questo strumento ampiamente utilizzato in Francia ed in Inghilterra.
Il punto è che anche il Municipio XV potrebbe usufruire di tali Fondi, se ci fosse una forte pressione politica in questo senso. Sappiamo che è una cosa molto difficile e che quest'anno sarà impossibile da ottenere, ma per il futuro, è una battaglia politica cha abbiamo il dovere di sostenere. Solo integrando le attività produttive con il mercato del lavoro del Quadrante Ovest potremo avere più posti di lavoro ed una prospettiva da dare ai nostri giovani.
Solamente puntando ad un "Fisco Equo e Solidale" possiamo pensare di realizzare quell'Idea di Città come luogo di Condivisione e di Accettazione di Valori Comuni nel pieno rispetto della dignità di ognuno.

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